Il benchmarking dei tassi di apertura email consiste nel confrontare i propri open rate con le medie registrate nel proprio settore industriale per valutare se le proprie campagne performano al di sopra, in linea o al di sotto degli standard. I tassi di apertura variano significativamente tra settori: le email di pubblica utilità e no-profit raggiungono medie del 25-30%, le email B2B nel settore tecnologico si attestano intorno al 20-22%, mentre le email di e-commerce di moda possono avere medie inferiori al 15%. Confrontarsi con benchmark pertinenti evita analisi distorte.
I fattori che determinano il tasso di apertura di una newsletter sono numerosi e interdipendenti: la qualità e la reputazione del mittente (gli iscritti riconoscono e si fidano del mittente?), la pertinenza dell'oggetto rispetto agli interessi del destinatario, l'orario e il giorno di invio, il livello di saturazione della casella del destinatario, e la natura della relazione costruita nel tempo con gli iscritti. Migliorare il tasso di apertura richiede di lavorare sistematicamente su ognuno di questi fattori in modo integrato.
Per portare il proprio open rate al di sopra della media settoriale è necessario lavorare su tre fronti: la qualità della lista (eliminare gli inattivi migliora statisticamente il tasso di apertura dell'intera base), la scrittura degli oggetti email (test A/B sistematici sull'oggetto sono tra gli interventi più efficaci), e la gestione della frequenza di invio (inviare meno email ma più rilevanti produce spesso open rate significativamente superiori). Un software di invio locale con reportistica dettagliata consente di misurare l'effetto di ogni intervento in modo preciso.
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